La
prossima riunione del Rab è prevista per lunedì 19
dicembre 2011 alle ore 21 presso la sede della centrale di
cogenerazione, in via Casalegno 1 a Imola.
Leggi l'ultimo comunicato stampa del Rab: "Prosegue il lavoro di controllo del Rab sulla centrale di cogenerazione. Emissioni
inferiori ai limiti di legge, avvio degli studi su qualità
dell'aria e salute, sviluppo della rete di teleriscaldamento"
Premio Pimby
Il
Comune di
Imola ha vinto il premio Pimby 2010 per il progetto della nuova centrale di
cogenerazione. Questa la
motivazione: "PREMIO
ENERGIA AL COMUNE
DI IMOLA per i benefici
economici e ambientali, derivati dalla costruzione di un
impianto a metano dai ridotti livelli di emissione che ha consentito
l’eliminazione di migliaia di caldaie residenziali. Il
processo di realizzazione è stato supportato con particolare
attenzione alla cittadinanza e alla trasparenza grazie
all’istituzione del Rab, il consiglio consultivo della
comunità locale a carattere permanente. Il RAB, Residential Advisory Board,
eletto dai cittadini di Imola ha come principali obiettivi la
sorveglianza dell’impianto attraverso l’analisi e
l’elenco di tutte le prescrizioni legate alla costruzione e
all’esercizio dell’impianto, per verificarne il
puntuale rispetto da parte di Hera. È un punto di
riferimento per la cittadinanza per ciò che riguarda la
trasparenza delle informazioni sulla centrale e il suo impatto sulla
città".
Per
Massimo Cavina, presidente del Rab, “l’esperienza del
Tavolo Tecnico prima e del Rab
poi, hanno dimostrato che la partecipazione attiva dei cittadini alle
scelte di
un territorio non è un inciampo, non è una
perdita di tempo e non rappresenta
necessariamente un intoppo alla realizzazione delle infrastrutture di
cui un
territorio ha effettivamente bisogno. La nostra esperienza dimostra
che,
superate le diffidenze e gli ostracismi iniziali, che pure ci sono
stati, i
cittadini hanno saputo dare un contributo costruttivo, che è
stato determinante
per fare chiarezza sulla proposta progettuale, per fugare tutti i dubbi
che
potevano esserci, per far modificare in una logica di
compatibilità ambientale alcuni
elementi non condivisibili. In definitiva si è contribuito a
creare un progetto
che fosse realmente costruito a misura del territorio in cui andava
realizzato e
che tenesse la salvaguardia della salute dei cittadini al primo posto.
Che la
partecipazione abbia contribuito a migliorare sensibilmente il progetto
iniziale, alla fine è stato riconosciuto da tutti, anche da
chi, inizialmente,
vedeva la partecipazione con disturbo. Ora il nostro impegno
è continuare a
lavorare con questo metodo costruttivo anche per presidiare la fase di
gestione
dell’impianto.”
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